Notizie per tutti
camera

Casamassima. Scatti di fotoamatore

Nella splendida cornice del convento “Le Monacelle”, appena restaurato, si è svolta la quinta Rassegna fotografica del Fotoamatore (Regioni Puglia e Basilicata) a tema libero, organizzata dall’associazione casamassimese “Rocco Verroca”, affiliata FIAF. La giuria era composta da Mario De Matteo, presidente del Fotoclub “Rocco Verroca”, Filomeno Mottola, docente Dac FIAF, Antonio Amato, fotografo professionista, Massimo Antonelli, imprenditore settore fotografico, e Giuseppe Pavone, esperto in fotografia. Nell’ambito della rassegna è stato ospitato anche il primo Portfolio, che ha decretato vincitore assoluto Giuseppe Sgaramella di Modugno (BA). Nella giuria del Portfolio c’erano il professore Carlo Garzia, critico d’arte, Bruno Colalongo, consigliere nazionale FIAF, il professore Giovanni Iovacchini, docente Dac FIAF, e il segretario Stefano Pesce. Vincitrice della rassegna fotografica “Rocco Verroca” è stata l’opera “Twins” di Alessandra Resta. La giuria, pur non condividendo il titolo scelto dall’autrice, ha deciso di premiarla, perché ha saputo ben sottolineare l’interesse verso l’immagine delle persone sorprese nell’atto dell’osservazione. Secondo posto per “Tempo reciso” di Antonio Criscuoli, che ha posto l’accento sull’ineluttabile azione del tempo che tutto taglia senza pietà. Il terzo premio è stato assegnato all’opera “L’abbraccio” di Manuela Lorusso, che con sensibilità ha colto un attimo di affetto e tenerezza. Tra tutte le opere in gara, la giuria ha segnalato come meritevoli di lode quattro fotografie, posizionatesi ex aequo. Gli autori sono Angelo Pisani, presentatosi con un opera “Senza titolo” che pone l’accento sui rapporti umani, in particolare aiuto e solidarietà; Francesco Armillotta, che con l’opera “Il diluvio” ha saputo cogliere un attimo di vita vissuta fra fede e pioggia; Girolamo Vitale, il quale ha saputo creare col digitale un’atmosfera surreale e impressionista con la foto “Sotto la pioggia”; Angelo Torre, che con l’opera “Il Mosaico naturale” ha dato sapore pittorico alla sua ricerca cromatica sulle alghe. Hanno organizzato l’evento: Mario De Matteo, Enzo Stella, Tiziana Rizzi, Mimmo Silletti, Alberto Quaranta, Angelo Pagone e Vincenzo Ariemma.Nella foto L’abbraccio di Manuela Lorusso.

amelio

Polignano. Le armi dell’arte da Pascali a Warhol

Archiviata la stagione estiva, Palazzo Pino Pascali si appresta a vivere un altro grande evento. Sabato 23 ottobre verrà inaugurata la mostra internazionale “Le armi dell’arte – da Pino Pascali ad Andy Warhol”. Inizia dal ciclo delle opere di Pino Pascali sulle “finte – armi”, alcune delle quali presenti in mostra e si chiude con la “Sedia elettrica” di Andy Warhol.

“Gli artisti – spiega Rosalba Branà, direttrice scientifica del Museo comunale d’arte contemporanea Pino Pascali – sono stati selezionati in base al proprio percorso artistico nel quale è già presente e riscontrabile la rappresentazione simbolica delle armi attraverso un’interpretazione ironico-ludica o catartica – liberatoria. Il linguaggio dell’Arte diviene un’arma che gli artisti puntano verso il mondo affinché si prenda coscienza dei molteplici problemi di una società globalizzata e ormai attestata sulla endemizzazione dei conflitti armati”. “L’obiettivo della mostra, che affronta una tematica estremamente attuale – prosegue la Branà – è quello di far riflettere, pensare, sorridere, mettendo a fuoco le nostre paure per esorcizzarle. Affrontare il tema delle armi per parlarne contro attraverso il molteplici linguaggi dell’arte. Tutti gli artisti in mostra, infatti, intendono sottolineare il proprio no all’uso indiscriminato delle armi, alla pericolosa normalizzazione delle armi ad oggetto domestico, al fascino negativo che possono avere sulle giovani generazioni”.

Di singolare interesse sono le opere di Pascali che, già nel 1960, dipingeva su lamiera di zinco pistole, fucili e proiettili con catrame e olio per poi passare nel 1965 all’intero ciclo delle armi (Il Cannone Bella Ciao, La mitragliatrice, le bombe…): nel clima anni ’60, mentre il pacifismo dilagava, l’artista pugliese presentava le grandi armi che non sparano, simulacri di armi–giocattolo realizzate con materiali di scarto e riciclo. In quegli stessi anni, a New York, Andy Warhol – padre della pop art – cominciava ad esporre una serie di opere agghiaccianti “electric chair”, le sedie elettriche, prodotte in multipli di diverse dimensioni dai colori violenti e dissonanti, provocano uno straordinario impatto emotivo.

Fino al 9 gennaio in mostra, anche opere di Lidia Bachis, Clara Bonfiglio, Michele Carone, Franceso De Molfetta, Tracey Emin, Rebecca Horn, Iginio Iurilli, Richard Kern, L.A. II (Angel Ortiz), H.H. Lim, Silvio Merlino, Simone Racheli, Antonio Riello, Ted Rosenthal, Maurizio Savini.